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Mar08Giu201010:36

Le Chiese

altTra gli edifici dedicati al culto, particolare rilievo assume la Chiesa di S. Maria Assunta, risalente al secolo XIII e più volte restaurata a seguito dei terremoti del 1456 e del 1805. L'interno è a croce latina, a tre navate separate da pilastri, di cui la centrale coperta a volta, con cupola ribassata sulla crociera. Notevoli le tele a olio (prima metà del sec. XVIII ) di Giacinto Diana, della scuola del De Mura, che decorano i due altari laterali. La facciata barocca e l'imponente campanile sovrastano la piazza che costituiva il fulcro dell'antico borgo tardo-medioevale. Di facile accesso ad ogni direzione, era il luogo di ritrovo dove incontrarsi, conversare, concludere affari. Le bianche selci della pavimentazione riecheggiano ancora dei mille e mille passi che le hanno calpestate.

Procedendo lungo Corso Garibaldi troviamo la Chiesa di S. Pietro che custodisce pregevoli opere (Sacro Cuore e Sacra Famiglia di Amalia Duprè). A fianco l'antico complesso di S. Chiara, fondato nel 1367 dal barone Giovanni D'Evoli e che ha assunto nel corso della storia diverse funzioni: convento prima e carcere mandamentale dopo, è, dal maggio del 1995, sede municipale, tornato al suo antico decoro dopo un recente e accurato restauro.

La Chiesa di S. Michele Arcangelo è l'altro vertice del "triangolo religioso" all'interno della cintura urbana circolare ed è unico centro di agglomerazione sociale del primo insediamento abitativo.

Più volte ricostruita, la Chiesa conserva, negli archi a sesto acuto delle due cappelle laterali, una chiara testimonianza dell'antico impianto duecentesco di importazione benedettina.

Di grande valore artistico sono le tele dei due altari laterali della Madonna delle Grazie e della Madonna del Rosario.

Tra le chiese minori merita sicuramente attenzione la Chiesa di S. Maria delle Grazie, ubicata alla periferia est del centro abitato. Risalente al sec. XV, ampliata e decorata nel 1533, è stata di recente restaurata.

Caratteristico è l'altare maggiore per via del monumentale retablo, articolato in uno schema modulare, connesso con una carpenteria intagliata, intarsiata e dipinta, ritmata da pilastrini divisori e da cornici. I nove dipinti di eccezionale bellezza e valore artistico si possono ascrivere al Manierismo napoletano del '600. La facciata è molto sobria e priva di decorazioni. Nella parte superiore, l'andamento elegante del cornicione del tetto ne denuncia un'appartenenza tardo-rinascimentale.

Accanto alla chiesa sorge il complesso del Convento dei Cappuccini, costruito nel 1580 ed oggi alquanto modificato. Accolse i Padri Cappuccini fino al 1799, quando furono estromessi con l'instaurarsi della Repubblica partenopea.

Il convento fu soppresso e confiscato con gli ordinamenti muriattiani del 1809. Fu successivamente riattivato nel 1821. Vi si insediarono i Padri Manarini, rimasti senza dimora dopo il catastrofico terremoto del 1805.