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Care concittadine, cari concittadini,
è con grande costernazione che ravvisiamo negli ultimi tempi l'emergere quotidiano e pedissequo di saccenti, sterili (e a tratti anche offensive) polemiche sulla questione della rampa per disabili sita all'ingresso laterale della Chiesa Madre della nostra Comunità. A tal proposito, risulta doveroso ottemperare a delle precisazioni:
1) La rampa in questione NON è opera del Comune, né della Parrocchia di S. Maria, bensì è frutto di una donazione effettuata da parte del Comitato Feste Religiose, il quale ha avuto la premura di finanziarne la realizzazione con i propri avanzi di bilancio.
2) Prima dell'effettiva collocazione, la Soprintendenza alle Belle Arti ha seguito con attenzione l'intenzionalità di tale progetto e soltanto dopo un iter piuttosto lungo, che ha inquadrato tutti gli aspetti tecnici, artistici ed estetici, si è fornito il parere positivo (conditio sine qua non per la collocazione).

Infine, quanto alle critiche tecniche espresse dallo Stimatissimo Architetto Valente, alleghiamo l'analisi condotta dal suo amico, nonché collega, Architetto Raffaele Castelli:

"Caro Francesco, mi hanno inviato la tua critica sulla rampa di Frosolone e mi sento obbligato a rispondere per varie ragioni. La prima perché sono frosolonese e mi pare che tu te la sia presa con tutti noi, la seconda è più diretta perché sono un tecnico come te e noi dovremmo amare il “bello”.
Andiamo alla base delle scelte. L’architettura si differenzia dalla cultura perché esiste un uso della prima: la funzione legata all’uomo (questo la sai bene). Ma gli esseri umani hanno età e condizioni fisiche diverse l’uno all’altro, dunque è diritto di tutti usufruire di un’opera, senza l’uso torniamo alla scultura (e anche su questo non penso che tu abbia dei dubbi). La legge sulla eliminazione delle barriere architettoniche è di pochi decenni fa, non esisteva prima un concetto come oggi sul mondo del disabile, soprattutto il suo rispetto come essere umano.
Per altro avevo l’incarico una trentina di anni fa di progettare le opere che eliminassero le barriere architettoniche dagli edifici pubblici del comune di Frosolone e suggerii all’allora arciprete di usare una porta da realizzare sul retro della chiesa. La strada laterale va in discesa e si poteva raggiungere la zona dell’altare maggiore bucando un muro di fianco a esso. Non so se anche quell’idea fosse stata da te criticata, ma questa soluzione che vediamo oggi, brutta quanto ti pare, ha il pregio di essere eliminabile, reversibile e, perciò, non inquinante irreparabilmente la”bella” scalinata che tu citi. I concetti di bello sono equivoci, altrimenti sposeremmo tutti la stessa donna. In quella scala sono caduti un’infinità di bambini della mia età, tanto che fu chiusa quasi del tutto la relativa porta verso la chiesa. Ho ancora il ricordo di un dente rotto in bocca. Non ha una ringhiera, finisce per circa una metà contro una risega del muro e i gradini sono di un’altezza e una pedata pericolosa.
Non tutto ciò che è vecchio e antico è bello e meritevole di chissà che adulazione, esiste solo la memoria storica di esso. E, infine, sai quanti danni sono stati portati a compimento nei decenni nei nostri paesi? Ricostruzioni assurde, demolizioni di opere valide, distruzioni di testimonianze della nostra storia. Lo so che combatti per le nostre terre, ma ti prego di non scaricare colpe su chi non ha commesso nessun delitto."

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