Percorso

Mar01Giu201010:48

COMUNE DI FROSOLONE

PROVINCIA DI ISERNIA

STATUTO COMUNALE

Il presente statuto è stato approvato con deliberazione del C.C. n. 10 del 21.05.2010, e viene pubblicato all’Albo Pretorio Comunale in data 28.05.2010 al n. 70 del Registro delle Pubblicazioni, per trenta giorni consecutivi


TITOLO 1°

Articolo 1
Principi fondamentali

Il Comune di Frosolone è un ente locale autonomo, rappresenta la comunità presente sul suo territorio, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.
Il Comune ha autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dello Statuto, dei propri Regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli interessi che rientrano nella propria sfera di competenza.
Il Comune si avvale della sua autonomia per attuare, insieme alla Regione e agli altri Enti locali, i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza contenuti nell’art. 118 della Costituzione. In particolare nel considerare la peculiarità delle zone montane anche in relazione a quanto previsto dall’art. 44 della Costituzione

Articolo 2
Principi e finalità dell’azione politico-amministrativa

Il Comune di Frosolone ispira la sua azione ai principi di pace e libertà, di uguaglianza, di pari dignità e pari opportunità per i suoi cittadini, ponendo in essere tutte quelle azioni finalizzate a rimuovere gli ostacoli di ordine economico, culturale e sociale che ne possano limitare la realizzazione.
2.1. Il Comune di Frosolone, a tal fine:
a) persegue il principio di solidarietà e sussidiarietà per il superamento di squilibri economici, sociali, civili, culturali, nonché razziali e religiosi eventualmente esistenti nell’ambito della comunità amministrata, con particolare attenzione per gli anziani e per le persone in condizioni di disagio e di emarginazione;
b) concorre a garantire, nell'ambito delle sue competenze, il diritto alla salute dei suoi cittadini congiuntamente agli strumenti di intervento e programmazione sanitaria della Regione e dell'Azienda Sanitaria Regionale;
c) consente l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica, sociale e culturale e promuove azioni per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna, favorendo anche la presenza di entrambi i sessi  negli organi collegiali locali;
d) assicura il libero accesso alle informazioni sulla vita amministrativa e sull’attività dell’Ente, anche con l’ausilio di tecnologie innovative; attua i principi di chiarezza e trasparenza in materia tributaria sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente (Lg. 27/07/2000 n° 212);
e) assume le misure idonee a realizzare il pieno e paritario uso dei servizi pubblici, senza distinzioni dovute a condizioni economiche e sociali dei suoi cittadini;
f) riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli, nel rispetto dei principi costituzionali e delle norme internazionali che riconoscono i diritti fondamentali della persona umana.
2.2. Il Comune di Frosolone esercita le sue attribuzioni per il conseguimento delle seguenti finalità: 
a) garantire alla propria collettività uno sviluppo organicamente sostenibile fondato sulla salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione del territorio, con particolare riguardo alla tutela e conservazione del patrimonio agro-silvo-pastorale, in special modo di quelle zone che ricadono nel sito di importanza comunitaria (SIC) “Montagnola Molisana”, codice IT7282135, individuato ai sensi delle direttive 92/43/CEE e /409/CEE;
b) promuovere la conservazione e la valorizzare del patrimonio storico, artistico, archeologico e culturale in genere, anche nelle sue espressioni di lingua, di costume e di tradizioni popolari;
c) promuovere e sostenere sul proprio territorio la ricerca e l’applicazione di tutte le forme di produzione dell’energia da fonti alternative e rinnovabili;
d) promuovere le attività economiche tradizionali, con particolare riguardo all’artigianato e alla pastorizia;
e) tutelare e promuovere lo sviluppo dell'industria e, in particolare, della zona industriale "Fresilia", adottando provvedimenti incentivanti l’iniziativa sia pubblica che privata;
f) sostenere le attività turistiche promuovendo il rinnovamento e l'ordinato potenziamento delle attrezzature e dei servizi turistici e ricettivi;
g) sostenere e favorire la frequenza alle scuole dell'obbligo e superiori presenti nel proprio territorio;
h) promuovere la funzione sociale dell’iniziativa economica, pubblica e privata, anche attraverso lo sviluppo di forme di associazionismo  economico e di cooperazione;
i) riconoscere e sostenere le libere associazioni ed il volontariato, espressioni di aggregazione e confronto sui temi di interesse della comunità locale;
j) svolgere le sue funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dall’autonoma iniziativa dei suoi cittadini e delle loro formazioni sociali;
k) promuovere rapporti di collaborazione e scambio con altre comunità locali, anche di altre nazioni nei limiti e nel rispetto degli accordi internazionali. Tali rapporti possono esprimersi anche attraverso la forme di gemellaggio e di patti di amicizia;
l) svolgere una precisa attività politico-amministrativa affinché le frazioni e i centri minori siano sempre, completamente integrate con il resto del territorio;
m) favorire il rientro dei frosolonesi dall'estero e in genere i non residenti. 

Articolo 3
Lo Statuto e i Regolamenti
a) Il presente Statuto è l’atto fondamentale che garantisce e regola l’esercizio dell’autonomia normativa ed organizzativa del Comune, nell’ambito dei principi fissati dalla Legge. Ad esso si conformano i Regolamenti e l’attività amministrativa del Comune.
b) Il Consiglio comunale adeguerà il contenuto dello Statuto, con le procedure e le modalità stabilite dalla Legge, al processo di evoluzione della società civile, assicurando costante coerenza tra la normativa statutaria e le condizioni sociali, economiche e civili della Comunità rappresentata.
c) La potestà regolamentare è esercitata nel rispetto dei principi fissati dalla Legge e dallo Statuto. Il Comune emana i propri Regolamenti, con atto di Consiglio:
- sulla sua organizzazione;
- per le materie ad essi demandate dalla Legge o dallo Statuto;
- per le materie in cui manchi la disciplina di Legge e di atti aventi forza di Legge;
- nelle materie in cui esercita le funzioni.
d) Nelle materie di competenza esclusiva prevista dalle leggi, la potestà regolamentare viene esercitata nel rispetto delle norme di principio previste dalle leggi stesse e dalle disposizioni statutarie.
e) Nelle altre materie la potestà regolamentare si esercita nel rispetto delle leggi statali e regionali, nonché dei regolamenti emanati dai soggetti aventi una concorrente competenza nelle materie stesse.
f) I Regolamenti le cui disposizioni sono suscettibili di incidere sulle posizioni giuridiche soggettive dei cittadini possono essere sottoposti ad idonee forme di consultazione prima dell’approvazione da parte del Consiglio comunale.
g) Le contravvenzioni ai Regolamenti comunali ed alle ordinanze ad essi riconducibili sono punite con sanzioni amministrative le cui entità è stabilita dai regolamenti stessi.
h) Affinché un atto generale possa avere valore di Regolamento deve recare la relativa intestazione. Gli atti deliberativi devono essere emanati nel rispetto delle normative regolamentari.
i) I Regolamenti, ferma restando la pubblicazione della relativa approvazione, entrano in vigore decorsi quindici giorni dalla data di pubblicazione all’Albo pretorio da effettuarsi dopo che la delibera di approvazione è divenuta esecutiva.
j) I Regolamenti dichiarati urgenti dal Consiglio comunale in sede di approvazione entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione all’Albo pretorio delle deliberazione di cui al precedente comma

Articolo 4
Programmazione e forme di cooperazione
a) Il Comune di Frosolone realizza le proprie finalità adottando il metodo della programmazione.
b) Il Comune persegue il raccordo fra gli strumenti di programmazione degli altri Comuni, delle Unioni di comuni, della Provincia, della Regione e dello Stato e gli intenti della Carta Europea delle Autonomie Locali (Strasburgo – 15 ottobre 1985), impegnandosi a rispettarne i principi e ad operare per la sua piena attuazione, avvalendosi in ciò dell’apporto delle formazioni sociali, economiche, sindacali e culturali operanti nel proprio territorio.
c) I rapporti con gli altri Comuni, con la Provincia e la Regione sono informati ai principi di cooperazione, equi-ordinazione, complementarità e sussidiarietà tra le diverse sfere di autonomia.
d) Al fine di raggiungere una migliore qualità dei servizi, il Comune può delegare proprie funzioni ad altri Enti pubblici o ad altri soggetti previsti dalla Legge o dar vita a forme di gestione associata di funzioni e servizi con altri soggetti pubblici locali.

Articolo 5
Il territorio, la sede, lo stemma
a) Il Comune esplica le proprie funzioni e la propria attività amministrativa nell’ambito dei confini territoriali delimitati dal piano topografico approvato dall’ISTAT (art.9 Lg 24/12/54 n°1128) che rappresentano i limiti di azione ed efficacia dei propri provvedimenti.
b) Il territorio del Comune di Frosolone, ricompreso nelle mappe catastali dal n°1 al n°73, è delimitato dai seguenti confini:
a nord dai comuni di Civitanova del Sannio e Duronia;
a sud dai comuni di Sant’Elena Sannita e Macchiagodena;
ad est dai comuni di Molise, Torella del Sannio e Casalciprano;
ad ovest dai comuni di Sessano del Molise e Carpinone.
c) Nel territorio del Comune si individuano i seguenti centri abitati: Acquevive, Cerasito, Collecarrise, Frosolone centro, Pedincona, San Pietro in Valle, Sant’Anna; i nuclei abitati sono: Castello, Cese Carrate, Colle Morello, Masseria Franciosi, Ovedino, Sagrestano, Terranova, Torre.
d) La modifica della denominazione della frazione o la classificazione di nuove può essere disposta dal Consiglio comunale, sentite le popolazioni interessate.
e) Il territorio e la denominazione del Comune possono essere modificati nei modi previsti dalle leggi.
f) La sede del Comune è fissata con deliberazione del Consiglio comunale.
g) Presso di essa si riuniscono il Consiglio comunale, la Giunta, le commissioni consiliari i quali per esigenze particolari, possono riunirsi in altra sede.
h) Lo stemma del Comune è quello storico.
i) Il Gonfalone comunale ha la stessa effige dello Stemma.
j) L’uso dello Stemma, del Gonfalone e della Fascia Tricolore è disciplinato dalla Legge.
k) L’uso dello Stemma da parte di associazioni ed enti operanti nel Comune può essere autorizzato con deliberazione della Giunta.

Articolo 6
Cittadinanza onoraria
a) Il Comune di Frosolone può conferire a persone che si sono particolarmente distinte nell’ambito della vita civile, sociale, culturale o scientifica o in altri settori e materie, la cittadinanza onoraria.
b) La proposta per il conferimento della cittadinanza deve essere fatta dal Sindaco, dalla Giunta o da una richiesta sostenuta da almeno cento cittadini.
c) Essa viene deliberata dal Consiglio comunale con il voto unanime dei Consiglieri e viene attribuita dal Sindaco in una successiva seduta del Consiglio comunale. Il nominativo del nuovo cittadino verrà inserito in un apposito Registro dei Cittadini Onorari.  


Articolo 7
I beni comunali
I beni comunali si distinguono in beni demaniali e beni patrimoniali. Gli usi civici sono regolati dalle leggi e dal Regolamento comunale.

Articolo 8
Albo pretorio
a) Il Consiglio comunale individua nel palazzo civico apposito spazio da destinare ad Albo pretorio per la pubblicazione degli atti e degli avvisi previsti  dalla Legge, dallo Statuto e dai Regolamenti. Nel rispetto delle disposizioni di legge, la pubblicazione degli atti avviene all’Albo Pretorio informatico
b) La pubblicazione deve garantire l’accessibilità, l’integrità e la facilità di lettura.
c) Il dipendente addetto, incaricato dal Sindaco, cura l’affissione degli atti di cui al primo comma avvalendosi del messo comunale e, su attestazione di questi, ne certifica l’avvenuta pubblicazione.

I SERVIZI PUBBLICI

Articolo 9
Servizi pubblici
a) Il Comune provvede alla gestione dei servizi rivolti a promuovere e garantire lo sviluppo sociale, civile ed economico della comunità locale;
b) i Servizi riservati in via esclusiva al Comune sono stabiliti dalla Legge;
c) i servizi pubblici sono organizzati in modo da rilevare e soddisfare le esigenze degli utenti, renderli effettivamente accessibili, garantire standard qualitativi delle prestazioni conformi agli obiettivi stabiliti, informare pienamente gli utenti sui loro diritti e sulle condizioni e le modalità di accesso, permettere il controllo e la modifica del loro funzionamento in base a criteri di efficacia, di efficienza e di economicità;
d) i servizi pubblici sono gestiti e regolati in una delle forme consentite dalla Legge e il Consiglio comunale individua la forma di gestione più idonea in relazione alle caratteristiche ed alla natura del servizio stesso e secondo criteri di economicità, efficienza e trasparenza organizzativa;
e) la gestione dei servizi può essere perseguita anche attraverso forme di collaborazione od in consorzio con altri enti pubblici;
f) i servizi possono essere erogati altresì attraverso società a capitale interamente pubblico o attraverso società miste, partecipate dal Comune ed aperte all'apporto di soggetti privati che offrano garanzie di solidità economica e capacità imprenditoriale;
g) al fine di favorire la miglior qualità dei servizi prestati, possono essere stipulati contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione, nonché convenzioni, con soggetti pubblici e privati, diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi e innovativi;
h) fatta salva la disciplina legislativa in materia tributaria, per l'erogazione dei servizi di propria competenza il Comune applica tariffe e contribuzioni a carico degli utenti, in modo da conseguire il necessario equilibrio tra costi e ricavi;
i) la compartecipazione alla spesa per l'erogazione dei servizi a carattere sociale è determinata tenendo conto delle condizioni economiche e sociali degli utenti, applicando agevolazioni e forme di esenzione totale o parziale; 
j) anche in tale ipotesi il gettito tariffario dovrà garantire un adeguato livello di copertura dei costi, considerando anche gli eventuali trasferimenti di risorse da parte di enti e privati e le altre entrate finalizzate.


TITOLO 2°

ORGANI ISTITUZIONALI

Articolo 10
Gli organi
Sono organi del Comune: il Consiglio, la Giunta, il Sindaco.

Articolo 11
Il Consiglio
a) Il Consiglio comunale è composto dal Sindaco e da un numero di Consiglieri come previsto per Legge.
b) Le modalità di elezione, la durata in carica e la posizione giuridica dei Consiglieri comunali sono disciplinate dalla Legge.
c) Il Consiglio comunale è il massimo organo di rappresentanza della comunità locale; è organo di indirizzo, di controllo politico amministrativo, di programmazione e di produzione normativa.
d) I suoi lavori sono disciplinati dal Regolamento, approvato dal Consiglio stesso, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
e) Il Consiglio comunale esercita la potestà e le competenze previste dalla Legge e svolge le sue attribuzioni conformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità ed ai procedimenti stabiliti nel presente Statuto e nelle norme regolamentari.
f) L’esercizio della potestà e delle funzioni del Consiglio non può essere delegata.
g) Il Consiglio comunale, in prima seduta o al massimo entro i 30 giorni successivi all’insediamento, discute ed approva, sulla base di una proposta presentata dalla Giunta, il Programma amministrativo per l’intera durata del mandato amministrativo.
h) Il Consiglio comunale si riunisce di norma presso il Palazzo Municipale, convocato dal Sindaco o da chi legalmente lo sostituisce. In casi particolari il Sindaco può disporre la riunione del Consiglio anche al di fuori del Palazzo Municipale, dandone avviso ai Consigliere e alla popolazione.
i) Nella prima adunanza di un nuovo Consiglio comunale si procede alla convalida degli eletti ed agli altri adempimenti previsti dalla Legge.
j) La prima adunanza del Consiglio è convocata e presieduta dal Sindaco neo-eletto entro il termine perentorio di giorni 10 dalla proclamazione e deve tenersi entro il termine di 10 giorni dalla convocazione. 
k) La seduta è pubblica e la votazione è palese e ad essa possono partecipare i consiglieri delle cui cause ostative si discute.
l) Il Consiglio rimane in carica sino alla elezione del nuovo limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare solo gli atti urgenti ed improrogabili.

Articolo 12
I Consiglieri
a) La posizione giuridica e lo status dei Consiglieri sono regolati dalla Legge. Rappresentano senza vincolo di mandato l’intera comunità alla quale costantemente rispondono;
b) i Consiglieri hanno diritto di ottenere dagli Uffici Comunali, nonché dalle aziende del Comune e dagli enti da esso dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all’espletamento del loro mandato nei modi e nei tempi previsti dalla Legge e dal Regolamento del Consiglio. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla Legge;
c) il Regolamento del Consiglio, in particolare, garantisce alle minoranze consiliari il rispetto dei diritti di legge ad esse attribuiti, riconoscendo altresì alle stesse spazi, strumenti e servizi atti all’espletamento delle loro funzioni;
d) i Consiglieri hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio. Hanno, inoltre, diritto di formulare interrogazioni, interpellanze, mozioni e raccomandazioni, osservando le procedure stabilite dal Regolamento del Consiglio comunale;
e) i Consiglieri Comunali hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio comunale;
f) i Consiglieri che, senza giustificato motivo, non intervengano a cinque sedute consecutive sono dichiarati decaduti;
g) il Consiglio comunale può incaricare il Sindaco per gli atti necessari per la costituzione dell’Ente a parte civile nei confronti dei Consiglieri comunali che commettono reati nei confronti dell’Ente Comune;
h) al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri Comunali è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso Enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza del Comune di Frosolone;
i) il Comune, nella tutela dei propri diritti ed interessi, assicura l’assistenza in sede processuale ai Consiglieri, agli Assessori ed al Sindaco che si trovino implicati in conseguenza di fatti ed atti connessi all’espletamento delle loro funzioni, in procedimenti di responsabilità civile o penale, in ogni stato e grado del giudizio, purché non ci sia conflitto d’interesse con l’Ente, nei limiti e nel rispetto della normativa vigente; nel caso in cui, tuttavia, il giudizio si concluda anche con una condanna di carattere penale, l'interessato dovrà rimborsare al Comune le spese dal medesimo sostenute per l'assistenza fornita.

Articolo 13
Gruppi consiliari
a) I consiglieri possono costituirsi in Gruppi a norma di Regolamento. Della avvenuta costituzione del Gruppo deve essere data comunicazione al Sindaco, con la indicazione del Capogruppo. Il Sindaco ne informa il Consiglio nella prima seduta utile.
b) Ogni lista rappresentata nel Consiglio comunale ha diritto di costituirsi in Gruppo consiliare. Al di fuori delle liste rappresentate in consiglio è possibile formare dei Gruppi solo se vi è la partecipazione di almeno tre Consiglieri.
c) Ai Gruppi consiliari sono assicurate le condizioni  per l’espletamento delle loro funzioni.
In pendenza della comunicazione di cui alla lettera a) vengono individuati come capigruppo i Consiglieri, non appartenenti alla Giunta, che hanno avuto all’interno della lista di appartenenza il maggior numero di voti.

 

 

Articolo 14
Regolamento interno
a) Le norme relative all’organizzazione ed al funzionamento del Consiglio comunale sono contenute nel Regolamento approvato a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati al Comune.
b) La stessa maggioranza è richiesta per le modifiche e le integrazioni al Regolamento.

Articolo 15
Consigli comunali aperti
Il Sindaco può convocare un Consiglio comunale aperto alla collettività e a rappresentanti delle istituzioni qualora siano posti in discussione argomenti di rilevante interesse per la cittadinanza; spetta la Sindaco garantire in tale ipotesi la piena libertà di espressione sia dei consiglieri che dei partecipanti; nelle sedute aperte, di norma, non vengono adottate deliberazioni.

Articolo 16
Commissioni consiliari
a) Il Consiglio comunale può istituire nel suo seno Commissioni permanenti, con funzioni istruttoria, referente e redigente dei provvedimenti di competenza del Consiglio.
b) Il Consiglio comunale può inoltre istituire al proprio interno una Commissione consiliare permanente di controllo e di garanzia. La presidenza di tale Commissione è attribuita ad un Consigliere comunale di minoranza.  
c) Il Consiglio comunale può altresì istituire nel suo seno, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, Commissioni  speciali  per svolgere indagini sull’attività dell’Amministrazione.
d) La composizione, il numero, le competenze e le modalità di funzionamento delle Commissioni sono disciplinate da apposito Regolamento. 


Articolo 17
La Giunta Comunale
a) La Giunta comunale è l’organo esecutivo del Comune, svolge attività di proposta nei confronti del Consiglio comunale e collabora con il Sindaco nel governo del Comune e nell’attuazione degli indirizzi generali del Consiglio stesso, esercitando tutte le funzioni ad essa conferite dalle Leggi e dai Regolamenti statali e regionali, dal presente Statuto e dai Regolamenti comunali.
b) La Giunta comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero di Assessori comprensivo del Vice Sindaco, che, nei limiti fissati dalla Legge, è determinato dal Sindaco. Può essere nominato un solo assessore esterno, non facente parte del Consiglio comunale, in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di Consigliere Comunale.
c) L'assessore esterno partecipa ai lavori del Consiglio e delle commissioni consiliari di competenza con diritto di parola sulle materie delegate senza diritto al voto e senza concorrere a determinare il numero legale per la validità delle riunioni. Ha diritto di accedere alle informazioni necessarie all’espletamento del mandato e di depositare proposte rivolte al Consiglio.
d) Le dimissioni degli Assessori sono presentate per iscritto al Sindaco ed hanno efficacia dalla loro accettazione. L’efficacia è immediata nel caso di dimissioni per motivi di ineleggibilità ed incompatibilità. 
e) Della revoca e della sostituzione degli Assessori il Sindaco dà motivata comunicazione al Consiglio comunale nella prima riunione successiva.
f) In caso di assenza o impedimento del Sindaco presiede il Vice Sindaco.

Articolo 18
Vice Sindaco
a) Il Vice Sindaco è nominato dal Sindaco tra gli assessori non esterni componenti la Giunta comunale.
b) Sostituisce, in tutte le sue funzioni, il Sindaco temporaneamente assente, impedito o sospeso dall’esercizio delle sue funzioni.
c) In caso di assenza o impedimento del Vice Sindaco, alla sostituzione del Sindaco provvede l’Assessore delegato dal Sindaco.
d) Nel caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento le Consiglio. La Giunta, ai sensi dell’art. 53 del TUEL, rimane in carica fino all’elezione del nuovo Consiglio e le funzioni del Sindaco sono svolte dal Vice Sindaco.

Articolo 19
Funzionamento della Giunta
a) L’attività della Giunta è collegiale, ferme restando le attribuzioni e le responsabilità dei singoli Assessori, secondo quanto disposto dall’articolo successivo.
b) La Giunta è convocata dal Sindaco e si può riunire in qualsiasi momento.
c) Il Sindaco convoca, dirige e coordina l’attività della Giunta e assicura l’unità dell’indirizzo politico-amministrativo e la collegiale responsabilità di decisione della stessa.
d) La Giunta comunale si esprime sempre con voto palese.
e) Le sedute della Giunta non sono pubbliche.
f) Il Segretario comunale partecipa alle riunioni della Giunta.
g) Se richiesti dal Sindaco, possono partecipare alle sedute della Giunta per essere ascoltati sulle materie di loro competenza, Dirigenti, Responsabili comunali e il Revisore dei conti.
h) La Giunta comunale può adottare un Regolamento per il funzionamento della stessa.

Articolo 20
Competenze della Giunta Comunale
a) La Giunta compie gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla Legge al Consiglio e che non rientrino nelle competenze previste dalle leggi o dallo Statuto, del Sindaco, degli organi di decentramento, del Segretario o dei responsabili di area; collabora con il Sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali del Consiglio, riferisce annualmente al Consiglio sulla propria attività e svolge attività propositive e di impulso nei confronti dello stesso.
b) E’ altresì di competenza della Giunta l’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio.
c) L’autorizzazione a promuovere e resistere alle liti qualunque sia la magistratura giudicante ed il grado di appello, è di competenza della Giunta.
d) L’accettazione di lasciti e di donazioni è di competenza della Giunta salvo che non comporti oneri di natura finanziaria, nel qual caso rientra nelle competenze del Consiglio; il Sindaco comunica nel primo Consiglio comunale utile le accettazioni di eredità deliberate dalla Giunta comunale.


Articolo 21
Revoca degli Assessori
a) Nel corso del mandato amministrativo il Sindaco può revocare dall’incarico uno o più assessori.
b) La revoca è motivata ai sensi di legge ed è comunicata al Consiglio nella prima seduta utile.

Articolo 22
Deliberazione degli organi collegiali
a) Il Consiglio Comunale delibera validamente con l’intervento della maggioranza dei componenti in carica. Nel conteggio viene calcolato anche il Sindaco. Le deliberazioni del Consiglio vengono adottate a maggioranza assoluta dei presenti,  salvo maggioranze speciali previste espressamente dalle leggi o dallo stato.
b) La Giunta Comunale delibera validamente con l’intervento della maggioranza dei componenti in carica. Nel conteggio viene calcolato anche il Sindaco. Le deliberazioni di Giunta vengono adottate a maggioranza assoluta dei presenti, salvo maggioranze speciali previste espressamente dalle leggi o dallo stato.
c) Tutte le deliberazioni sono assunte, di regola, con votazione palese.
d) Sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull’apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione dell’azione da questa svolta. Le sedute del Consiglio e delle Commissioni consiliari sono pubbliche. Nel caso in cui debbano essere formulate valutazioni ed apprezzamenti su persone, il Presidente dispone la trattazione dell’argomento in seduta segreta. Il voto è palese quando, anche se la votazione riguarda persone fisiche, vi è una proposta formulata dal Sindaco o da chi lo rappresenta o da un Consigliere.
e) Le riunioni della Giunta non sono, di norma, pubbliche. La Giunta può stabilire, in casi particolari,  di riunirsi in seduta pubblica.  
f) L’istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazioni, il deposito degli atti e la verbalizzazione delle sedute del Consiglio e della Giunta sono curati dal Segretario comunale. Egli non partecipa alla trattazione di argomenti quando si trova in uno dei casi di incompatibilità. In tal caso è sostituito, in via temporanea, da un componente del collegio nominato dal presidente.
g) I verbali delle sedute del Consiglio comunale e della Giunta comunale sono firmati dal Sindaco e dal Segretario comunale.

Articolo 23
Il Sindaco
a) Il Sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo le modalità stabilite nella Legge che disciplina altresì i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico e le cause di cessazione dalla carica.
b) Egli rappresenta il Comune ed è l’organo responsabile dell’amministrazione, sovraintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali, impartisce direttive al Segretario comunale, e ai dirigenti responsabili degli uffici in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonché all’esecuzione degli atti.
c) Il Sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo Statuto, dai Regolamenti e sovraintende all’espletamento delle funzioni statali o regionali attribuite al Comune. Egli ha inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull’attività degli assessori e delle strutture gestionali ed esecutive.
d) Il Sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni.
e) Il Sindaco è inoltre competente, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio comunale, nell’ambito dei criteri indicati dalla Regione, e sentite le categorie interessate, a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati sul territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano. Può modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici a causa di circostanze straordinarie o quando si verifichino particolari necessità e problemi per l’utenza.

Articolo 24
Attribuzioni di amministrazione
Il Sindaco ha la rappresentanza generale dell’Ente ed è l’organo dell’amministrazione del Comune; in particolare il Sindaco:
I.  dirige e coordina l’attività politica e amministrativa del Comune nonché l’attività della Giunta e dei singoli assessori;
II. promuove e assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla Legge, sentito il Consiglio comunale;
III. convoca i comizi per i referendum previsti dall’art.6 della Legge 142/90;
IV. adotta le ordinanze contingibili e urgenti previste dalla Legge;
V. nomina il Segretario comunale scegliendolo nell’apposito albo;
VI. attribuisce gli incarichi responsabili di area e quelli di collaborazione esterna, in base ad esigenze effettive e verificabili, secondo modalità e criteri fissati dall’art.51 della Legge 142/1990.

Articolo 25
Attribuzioni di vigilanza
a) Il Sindaco nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati, e può disporre l’acquisizione di atti, documenti e informazioni presso le Aziende speciali, le Istituzioni e le società per azioni appartenenti all’Ente tramite i rappresentanti legali delle stesse, informandone il Consiglio comunale.
b) Egli compie gli atti conservativi dei diritti del Comune e promuove, direttamente o avvalendosi del Segretario comunale, le indagini e le verifiche amministrative sull’intera attività del Comune.
c) Il Sindaco promuove e assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, Aziende speciali, istituzioni e società appartenenti al Comune, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta.

Articolo 26
Attribuzioni di organizzazione
Il Sindaco nell’esercizio delle sue funzioni di organizzazione:
I. esercita i poteri di ordine negli organismi pubblici di partecipazione popolare, dal Sindaco presieduti, nei limiti previsti dalla Legge.
II. Propone argomenti da trattare in Giunta, ne dispone la convocazione e la presiede.
III.    Stabilisce gli argomenti all’ordine del giorno delle sedute e dispone la convocazione del Consiglio comunale e lo presiede ai sensi di Regolamento. Quando la richiesta è formulata da un quinto dei consiglieri  provvede alla convocazione del Consiglio comunale.
IV. Riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio, per quanto di competenza consiliare. Risponde, entro 30 giorni, alle interrogazioni a risposta scritta ed ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri.
V. Convoca e presiede la Conferenza dei capigruppo consiliari, secondo la disciplina regolamentare.
VI.    Esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi pubblici di partecipazione  popolari da lui presiedute, nei limiti previsti dalle leggi.

Articolo 27
Attribuzioni di competenze statali
a) Il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, sovrintende ai servizi ed alle funzioni di competenza statale esercitate dal Comune.
b) Adotta, quale Ufficiale del Governo, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili ed urgenti disponendone, ove occorra, l’esecuzione diretta da parte del Comune salvo rivalsa dell’onere sui responsabili.
c) Informa la popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali ed adotta, nei limiti delle competenze e possibilità del Comune, i provvedimenti di inderogabile urgenza a tutela della popolazione.
d) Partecipa, su convocazione del Prefetto, alle riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, quando devono essere nelle stesse trattate questioni riferibili all’ambito territoriale del Comune.

Articolo 28
Deleghe
a) Il Sindaco ha facoltà di assegnare, con suo provvedimento, ad ogni Assessore funzioni ordinate organicamente per Gruppi di materie e con delega a firmare gli atti di ordinaria amministrazione relativi alle funzioni istruttorie ed esecutive loro assegnate, rimanendo di sua pertinenza la firma di tutti gli atti di straordinaria amministrazione.
b) Nel rilascio delle deleghe di cui al precedente comma, il Sindaco uniformerà i suoi provvedimenti al principio secondo cui spettano agli Assessori i poteri di indirizzo e di controllo, essendo la gestione amministrativa attribuita ai Responsabili di Area.
c) Il Sindaco può modificare l’attribuzione dei compiti e delle funzioni di ogni Assessore ogni qualvolta, per motivi di coordinamento e funzionalità, lo ritenga opportuno.
d) Le deleghe e le eventuali modifiche di cui ai precedenti commi devono essere fatte per iscritto e comunicate al Consiglio.
e) Nell’esercizio delle attività delegate gli Assessori sono responsabili di fronte al Sindaco.
f) Il Sindaco, può delegare ad uno o più Consiglieri l’esercizio di funzioni amministrative di sua competenza inerenti specifiche attività o servizi, dandone comunicazione al Consiglio.
g) Può, inoltre, delegare la propria partecipazione in rappresentanza del Comune in assemblee di società e di altri enti partecipati.

Articolo 29
Mozione di sfiducia
a) Il voto del Consiglio comunale contrario ad una proposta del Sindaco o della Giunta non comporta le dimissioni degli stessi.
b) Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale con voto della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati al Comune.
c) La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati e viene messa in discussione non prima di 10 giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione.
d) Se la mozione viene approvata si procede allo scioglimento del Consiglio, ai sensi delle leggi vigenti.
 

Articolo 30
Dimissioni del Sindaco
a) Le dimissioni del Sindaco, comunque presentate al Consiglio, diventano irrevocabili decorsi 20 giorni dalla loro presentazione; trascorso tale termine si procede allo scioglimento del Consiglio; lo scioglimento del Consiglio determina la decadenza del Sindaco e della Giunta.
b) L’impedimento permanente del Sindaco viene accertato da una Commissione di tre persone eletta dal Consiglio comunale e composta da soggetti estranei al Consiglio, di chiara fama ed esperienza, nominati in relazione allo specifico motivo dell’impedimento.
c) La procedura per la verifica dell’impedimento viene attivata dal Vice Sindaco, o in mancanza, dall’assessore più anziano di età, che vi provvede di intesa con i Gruppi consiliari.
La commissione nel termine di 30 giorni dalla nomina relaziona al Consiglio sulle ragioni dell’impedimento.
d) Il Consiglio si pronuncia sulla relazione in seduta pubblica entro dieci giorni dalla sua presentazione.


TITOLO 3°
AZIONE POPOLARE, ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

RAPPORTI CON LA COMUNITA' LOCALE

Articolo 31
Azione popolare
a) Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni ed i ricorsi che spettano al Comune.
b) In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l’azione o il ricorso, salvo che il Comune, costituendosi, abbia aderito alle azioni ed ai ricorsi promossi dall’elettore.
c) Le associazioni di protezione ambientale possono proporre le azioni risarcitorie di competenza del giudice ordinario, conseguenti  a danni ambientali di competenza del Comune.

Articolo 32
Partecipazione popolare
a) La partecipazione popolare si esprime attraverso l’incentivazione delle forme associative e di volontariato ed il diritto dei singoli a intervenire nel procedimento amministrativo.
b) Il Consiglio comunale predispone ed approva un Regolamento in cui vengono definite le modalità con le quali possono essere fatti valere i diritti e le prerogative previsti dal presente titolo.

Articolo 33
Rapporto tra Comune e libere forme associative
a) Il Comune favorisce con appositi interventi le forme associative e di cooperazione le organizzazioni di volontariato, gli enti, i Gruppi informali senza scopo di lucro aventi sede nel territorio comunale o ivi operanti negli ambiti di rilevanza sociale, culturale, educativa, artistica, sportiva, di tutela ambientale, di promozione della occupazione locale e nelle politiche giovanili nei limiti e con le modalità stabilite dal provvedimento di cui all'art. 12 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e dai Regolamenti, senza distinzione di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Il Comune incentiva le forme di collaborazione tra gli anzidetti soggetti operanti nel medesimo settore.
b) Gli interventi di cui al comma a) possono consistere nella erogazione di contributi in denaro, nella attribuzione di vantaggi economici, nella erogazione di sovvenzioni, nonché in apporti tecnico-professionali ed organizzativi oppure nella messa a disposizione, a titolo di contributi in natura ed in modo gratuito o agevolato, di strutture, beni e servizi.
c) Il Comune può stipulare con enti, associazioni, società cooperative e organizzazioni di volontariato, di cui al comma e), riconosciute a livello nazionale o regionale ed operanti nei settori indicati al comma a), convenzioni per una migliore e coordinata gestione di specifiche attività, anche integrative e di supporto ai servizi comunali.
d) Le associazioni, le cooperative e le organizzazioni che hanno ricevuto contributi in denaro e/o in natura dall’ente devono redigere al termine di ogni anno apposito rendiconto che ne evidenzi l’impiego e le attività svolte.
e) E' istituito un albo, articolato per settori, ove vengono iscritti, a domanda, gli organismi associativi di cui al comma a) che operano nel Comune. Nella domanda di iscrizione devono essere indicati: le finalità perseguite e le relative attività, la consistenza associativa, gli organi, i soggetti dotati di rappresentanza ed ogni altro elemento idoneo ad identificare l'organismo associativo, ivi compresa copia del proprio Statuto, se approvato.
f) E' garantita l'autonomia e la libertà dei soggetti anzidetti rispetto al Comune.

Articolo 34
Forme di consultazione
a) Il Consiglio comunale, la Giunta comunale e il Sindaco, nell'ambito delle proprie competenze e per materie di esclusiva competenza locale, possono prevedere il ricorso ad apposite forme di  consultazione o partecipazione popolare specialmente mediante assemblee pubbliche, questionari, indagini per campione, udienze o interpellando i rappresentanti sindacali o di categoria. Con lo stesso provvedimento vengono stabilite le modalità ed i tempi della consultazione.
b) I risultati delle consultazioni devono essere menzionati negli inerenti provvedimenti.


PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO E DIRITTO DI INIZIATIVA

Articolo 35
Trasparenza e informazioni
a) Il Comune, per la effettiva tutela dei diritti e degli interessi della popolazione, assicura la trasparenza dell'azione amministrativa dandosi norme di condotta che delimitano il potere discrezionale, particolarmente con riferimento a:
I. l'assunzione in servizio del personale garantendo adeguatezza ed obiettività di giudizio nella composizione delle commissioni giudicatrici, la fissazione di un termine per la definizione delle procedure di concorso, la più ampia pubblicità agli avanzamenti in carriera del proprio personale dipendente;
II. la concessione di contributi ed interventi assistenziali mediante atti caratterizzati  da idonea ed adeguata motivazione in ordine alla corrispondenza a criteri, piani e programmi predeterminati e resi a tutti noti;
III. il rilascio ed il diniego di concessioni ed autorizzazioni, mediante predeterminazione di criteri obiettivi per l'esame delle domande e per l'emanazione dei provvedimenti che saranno resi pubblici anche se negativi, corredando questi ultimi di esauriente motivazione;
IV. la materia contrattuale, assicurando, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, la massima pubblicità e l'imparzialità dell'Amministrazione.
b) Nei rapporti con l'Amministrazione comunale, la trattazione, nelle unità organizzative, delle pratiche aventi il medesimo oggetto segue l'ordine cronologico di protocollo, salvo i casi di urgenza motivati e resi pubblici.
Articolo 36
Diritti d’accesso e d’informazione dei cittadini
a) Tutti gli atti dell'Amministrazione comunale sono pubblici, ad eccezione di quelli coperti da segreto o divieto di divulgazione per espressa previsione di norme giuridiche o per effetto di temporaneo e motivato provvedimento che ne vieti l'esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.
b) Anche in presenza del diritto alla riservatezza, fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente, occorre garantire ai soggetti interessati la visione degli atti relativi ai procedimenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i loro interessi giuridici.
c) E’ possibile differire l'accesso ai documenti richiesti sino a quando la conoscenza di essi possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell'attività amministrativa. Non è comunque ammesso l'accesso agli atti preparatori nel corso della formazione dei provvedimenti riguardanti atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, salvo diverse disposizioni di legge.
d) E' considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, foto-cinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, detenuti dall'Amministrazione comunale e concernenti attività di pubblico interesse.
e) Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dal regolamento. L'esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di produzione, salve le vigenti disposizioni in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura.
f) La richiesta di accesso ai documenti amministrativi deve essere motivata e deve riguardare documenti formati dall'Amministrazione comunale o da questa detenuti stabilmente.
g) Il Regolamento assicura ai cittadini singoli o associati il diritto di accesso ai documenti amministrativi, disciplina il rilascio di copie di atti, individua con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi i responsabili dei procedimenti, detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l'informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino.
h) Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso sono ammessi soltanto nei casi e nei limiti stabiliti dalla normativa vigente, dal presente articolo e dal regolamento.
i) Al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all'attività dell'amministrazione, il Comune assicura l'accesso alle strutture ed ai servizi agli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni.
j) Le aziende e gli enti dipendenti dal Comune hanno l'obbligo di informare la loro attività a tali principi.

Articolo 37
Diritto di accesso e tutela della privacy
a) L’Amministrazione comunale garantisce i diritti fondamentali della persona, tutelando la riservatezza e i dati personali di ciascuno, contenuti nelle banche dati automatizzate o cartacee del Comune, con le modalità e gli adempimenti di cui al D.Lgs 30 giugno 2003, n. 196 e s.m.i., nonché nel Regolamento sul diritto di accesso agli atti ed ai documenti amministrativi.
b) Le richieste di accesso ai documenti amministrativi, ove sussistano le condizioni, sono soddisfatte nella misura strettamente necessaria a garantire l’esercizio del diritto di accesso, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia di tutela delle persone e degli altri soggetti relativamente al trattamento dei dati personali. In particolare, non saranno comunicati quei dati personali di soggetti terzi che non abbiano diretta rilevanza per soddisfare la richiesta di accesso.
c) Le richieste di accesso presentate dai Consiglieri comunali si presumono effettuate per l’espletamento del loro mandato. Tale finalità deve essere espressamente indicata nella richiesta.

Articolo 38
Diritti del contribuente
Il Comune riconosce i diritti del contribuente ed applica i principi previsti dalla Legge in materia.


Articolo 39
Procedimento amministrativo
a) L’attività amministrativa persegue i fini determinati dall’ordinamento del Comune. Per il perseguimento dei propri fini e per il raggiungimento del miglior risultato in termini di economicità ed efficacia, il Comune deve avvalersi dello strumento e del procedimento più idoneo, tra quelli pubblici o privati, ammessi nell’ordinamento e che non siano espressamente vietati dalle leggi, dallo statuto e dai regolamenti dell’ente.
b) L’attività  amministrativa deve rispettare i principi dell’economicità, efficacia, trasparenza e partecipazione dei soggetti  interessati,  nonché  della semplicità e tempestività procedimentale.
c) Il Comune, nell’adozione di atti che incidano su situazioni giuridiche soggettive, assicura la partecipazione dei soggetti interessati al procedimento amministrativo, fornendo agli stessi comunicazioni ed ogni utile notizia sull’avvio e sullo svolgimento procedurale, indicando l’oggetto del procedimento iniziato, l’ufficio e la persona responsabile del procedimento presso cui si può prendere visione degli atti. Tutti i soggetti, portatori di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio del provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento.
d) L’interessato, indipendentemente dall’azione del Comune o delle sue istituzioni, ha diritto di conoscere, in ogni momento, lo stato degli atti che lo riguardano, con libertà di accesso ai documenti e all’informazione, salvo i casi di segretezza o di esigenza di riservatezza da salvaguardare.  Il rifiuto di accesso,  il differimento e la limitazione debbono essere motivati.
e) L’interessato ha diritto di presentare memorie scritte e documenti che l’Amministrazione Comunale ha l’obbligo di  valutare quando siano  pertinenti all’oggetto del procedimento.
f) L’Amministrazione comunale può concludere accordi con i soggetti intervenuti per determinare il contenuto discrezionale del provvedimento.
g) Il  regolamento disciplina le modalità di esercizio dell’intervento dei cittadini nei procedimenti amministrativi in applicazione delle norme di legge e del presente statuto.

Articolo 40
Istanze e petizioni
a) I cittadini, le associazioni ed i comitati anche portatori di interessi diffusi, ed altri soggetti portatori di interessi pubblici o privati, a norma di Regolamento, possono rivolgere per iscritto agli organi dell'Amministrazione istanze e petizioni.
b) Le istanze concernono questioni di carattere specifico e particolare.
c) Le petizioni riguardano questioni di carattere generale e sono formulate per esporre comuni necessità.
d) Le risposte sono fornite, entro il termine di trenta giorni, secondo le rispettive competenze, dal Sindaco, dall'assessore oppure dal Segretario, dal responsabile di area o funzionario responsabile a seconda della natura politico-amministrativa o gestionale dell'aspetto sollevato. Nei casi che comportano l'adozione di provvedimenti deliberativi da parte della Giunta Comunale, la medesima, nello stesso termine di trenta giorni, procede all'esame e predispone le modalità di intervento sulla questione sollevata o ne dispone l'archiviazione, qualora non ritenga di aderire all'indicazione contenuta nell'istanza o nella petizione il Sindaco ne dà tempestiva comunicazione motivata.

Articolo 41
Proposte
a) L'iniziativa popolare per la formazione di Regolamenti comunali e di provvedimenti amministrativi di interesse generale si esercita mediante presentazione agli organi dell'Amministrazione di proposte redatte, rispettivamente, in articoli o in uno schema di deliberazione.
b) La proposta, presentata dal comitato promotore con indicazione di un rappresentante, deve essere sottoscritta da un numero di elettori non inferiore al due per cento degli iscritti nelle liste elettorali del Comune alla data del 31 dicembre dell'anno precedente.
c) Le proposte di deliberazione devono contenere l'indicazione dei mezzi per far fronte alle spese eventualmente previste.
d) Il Regolamento disciplina le modalità per la raccolta e l'autenticazione delle firme dei sottoscrittori, nonché le forme di pubblicità della proposta.
e) Il Comune, nei modi stabiliti dal Regolamento, agevola le procedure e fornisce gli strumenti per l'esercizio del diritto di iniziativa.
f) Sono escluse dall'esercizio del diritto d'iniziativa le seguenti materie:
I. annullamento, revoca e abrogazione di atti amministrativi;
II. tributi e bilancio;
III. espropriazione per pubblica utilità;
IV. designazioni e nomine.
V. definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Consiglio presso enti, aziende ed istituzioni.
g) Dalla data della presentazione, l'organo competente non può in ogni caso prescindere dalla proposta ove abbia a deliberare su questioni oggetto della medesima.


Articolo 42
Procedura per l'approvazione delle proposte
a) Le proposte devono essere indirizzate al Sindaco e devono avere ben chiara l’indicazione del loro oggetto.
b) Il Sindaco, valutata la ricevibilità in ordine all’ammissibilità formale e alla regolarità tecnica,  entro 30 giorni dispone conseguentemente, e cioè: l’iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio comunale o della Giunta comunale nella prima seduta successiva, secondo le rispettive competenze o l'archiviazione motivata della pratica, qualora non ritenga di sottoporla all'esame del Consiglio o della Giunta comunale, secondo la rispettiva competenza.
c) Se la proposta è sottoscritta da almeno il 10% degli abitanti residenti che abbiano compiuto il 16° anno di età, deve essere comunque esaminata dal Consiglio comunale che deve esprimersi su di essa.
d) Il Sindaco dà comunicazione al rappresentante del comitato promotore delle determinazioni assunte sulla proposta.
e) Ferme restando le competenze del Consiglio e della Giunta comunale, tra il Sindaco ed il comitato promotore si può giungere alla stipulazione di accordi, senza pregiudizio dei diritti dei terzi e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, al fine di determinare il contenuto del provvedimento finale per cui è stata promossa l'iniziativa popolare ovvero, nei casi previsti dalla Legge, in sostituzione di questo

REFERENDUM

Articolo 43
Azione referendaria
a) Sono consentiti referendum consultivi o abrogativi in materia di esclusiva competenza comunale.
b) Non possono essere indetti referendum relativi a:
I. materia di bilancio, tributi, tariffe e corrispettivi di servizi comunali;
II. elezioni, nomine, designazioni, revoche, dichiarazioni di decadenza e in generale deliberazioni o provvedimenti concernenti persone;
III. stato giuridico del personale del Comune;
IV. materie in cui l'attività amministrativa comunale sia vincolata da leggi statali o regionali;
V. materie che siano già state oggetto di consultazione referendaria nell’arco temporale della legislatura.
c) Non sono, inoltre, ammissibili:
I.    i quesiti che contengono elementi contrari alla pari dignità sociale, con discriminazione sulla base del sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali;
II.    i quesiti già sottoposti a referendum nei tre anni antecedenti la data di inizio dalla raccolta delle firme.

Articolo 44
Promotori del referendum
I soggetti promotori del referendum possono essere:
a)   il comitato promotore;
b)   il Consiglio comunale a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.

Articolo 45
Disciplina del referendum
a) Apposito Regolamento comunale disciplina le modalità di svolgimento del referendum.
b) In particolare il Regolamento prevede:
I. i requisiti di ammissibilità;
II. i tempi;
III. le condizioni di accoglimento;
IV. le modalità organizzative;
V. i casi di revoca e sospensione;
VI. le modalità di attuazione.
c) I referendum non hanno luogo in coincidenza con operazioni elettorali comunali e provinciali.

Articolo 46
Giudizio preventivo di ammissibilità
La Commissione prevista nel Regolamento, su istanza del comitato promotore, si pronuncia sulla ammissibilità della richiesta di referendum prima dell’inizio della raccolta delle firme.

Articolo 47
Esito ed effetti del Referendum
a) La proposta soggetta a Referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
b) Il Consiglio comunale adotta entro sessanta giorni dalla proclamazione dell’esito della consultazione le determinazioni conseguenti, coerentemente alle indicazioni espresse dagli elettori.
c) In caso di Referendum consultivo, il mancato recepimento delle indicazioni referendarie dovrà essere adeguatamente motivato ed adottato a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.

 


 

TITOLO 4°

UFFICI E PERSONALE
 

Articolo 48
Principi strutturali ed organizzativi
a) L’amministrazione del Comune si esplica attraverso obiettivi specifici e deve essere improntata ai seguenti principi:
I. un’organizzazione del lavoro per progetti, obiettivi e programmi;
II. l’analisi e individuazione delle produttività e dei carichi funzionali di lavoro e del grado di efficacia dell’attività svolta da ciascun elemento dell’apparato; 
III. l’individuazione di responsabilità strettamente collegata all’ambito di autonomia decisionale dei soggetti;
IV. il superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro ed il conseguimento della massima flessibilità delle strutture e del personale e della massima collaborazione tra gli uffici.

Articolo 49
Organizzazione degli uffici e dei servizi
a) Il Comune disciplina con appositi atti, nell’ambito della propria autonomia normativa e organizzativa, tenendo conto delle proprie capacità di bilancio, la dotazione organica del personale nonché, in conformità alle norme del presente Statuto, l’organizzazione  degli uffici e dei servizi sulla base della distinzione tra funzione politica e di controllo attribuita al Consiglio comunale, al Sindaco ed alla Giunta e funzione di gestione amministrativa attribuita al Segretario ed ai Responsabili degli Uffici e Servizi.
b) Le attività che l’Amministrazione comunale svolge direttamente sono gestite, di norma, attraverso servizi riuniti per aree, secondo raggruppamenti di competenze adeguati all’assolvimento autonomo e compiuto di una o più attività omogenee. Le aree sono individuate nel regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi. Il Sindaco può nominare con un incarico annuale i responsabili delle aree. Essi dirigono gli uffici e servizi ad essi assegnati secondo le direttive impartite dal Sindaco e dalla Giunta Comunale e sono a tal fine coordinati dal Segretario o dal responsabile coordinatore.
c) Gli Uffici sono organizzati secondo i principi di autonomia, trasparenza ed efficienza e criteri di funzionalità, economicità di gestione e flessibilità della struttura.
d) I Servizi e gli Uffici operano sulla base della individuazione delle esigenze dei cittadini, adeguando costantemente la propria azione amministrativa ed i servizi offerti verificandone la rispondenza ai bisogni e l’economicità.
e) Gli orari dei servizi  aperti  al pubblico vengono fissati per il miglior soddisfacimento delle esigenze dei cittadini.

Articolo 50
Regolamento di organizzazione
a) Il Regolamento di organizzazione, approvato dalla Giunta secondo le disposizioni dell'art.48 del T.U. 267/2000, individua:
1. i settori, i servizi e la loro eventuale articolazione interna;
2. le funzioni di competenza delle unità organizzative, le dotazioni organiche complessive di personale, articolate per profilo professionale;
3. i compiti ed i poteri dei responsabili di area, eventualmente nominati.

 

Articolo 51
Attribuzione delle funzioni dirigenziali
a) Il Sindaco attribuisce le funzioni dirigenziali a tempo determinato, salvo rinnovo espresso, a dipendenti di ruolo in possesso di adeguata qualifica funzionale, secondo le norme vigenti per il rapporto di impiego con le amministrazioni pubbliche locali.
b) A tal fine si tiene conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare, delle attitudini e della capacità professionali del singolo dirigente, anche in relazione ai risultati conseguiti in precedenza.
c) Il Sindaco provvede alla copertura dei posti di responsabili dei servizi e degli uffici di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, anche mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire.

 
Articolo 52
Funzione dirigenziale
a) Nel rispetto del principio della distinzione tra funzione di indirizzo e controllo, propria degli organi di governo, e funzione di gestione amministrativa, ai responsabili di area spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo, nonché l’adozione di tutti gli atti di gestione che impegnano il Comune verso l’esterno. In particolare, la funzione di direzione comporta l’emanazione di direttive, istruzioni, ordini di servizio, atti e provvedimenti anche di rilevanza esterna, che risultino necessari per il buon andamento degli uffici e dei servizi e per il perseguimento degli obbiettivi dell’Ente. A tali disposizioni il personale interessato deve obbligatoriamente attenersi
b) Ogni anno il Sindaco e la Giunta, sulla base dei documenti di programmazione di cui all’art.69, definiscono gli obiettivi e i programmi da attuare, indicano le priorità ed emanano le conseguenti direttive per l’azione amministrativa e per la gestione. A seguito dell’approvazione del bilancio, assegnano ai responsabili di area gli stanziamenti riferiti ai programmi di competenza, nonché agli oneri per il personale e per le risorse strumentali.
c) I responsabili di area, nell’ambito delle loro attribuzioni, collaborano con la Giunta nella determinazione delle iniziative da intraprendere: a tal fine sottopongono alla Giunta le valutazioni in ordine ai prevedibili tempi di realizzazione, nonché in merito ai mezzi necessari ed alle risorse eventualmente acquisibili con le iniziative stesse.
d) Gli atti di competenza dei responsabili di area possono essere soggetti ad avocazione da parte del Sindaco, riferendone alla Giunta, solo quando assumono particolare rilievo politico amministrativo e per motivi di necessità e urgenza specificamente indicati nel provvedimento di avocazione.
e) La presidenza delle Commissioni di gara e di concorso spetta ai responsabili di area. Gli atti di indizione delle gare e dei concorsi individuano l’unità organizzativa competente per la gestione del procedimento.
f) Il responsabile di area dell’unità organizzativa individuata dall’atto di indizione della gara o del concorso compie gli atti previsti dalla Legge e dai regolamenti per il corretto svolgimento della gara o del concorso. Salvi gli effetti obbligatori che derivano per Legge dagli atti di aggiudicazione delle gare e salve le competenze di Legge degli altri organi comunali, spetta ai responsabili di area individuati ai sensi del comma e) la stipulazione dei contratti conseguenti alle gare o ad eventuali trattative private. 
g) In caso di temporaneo impedimento del responsabile di area, le funzioni di cui ai commi e) e f) vengono esercitate dal responsabile di area delegato dal Sindaco. 


Articolo 53
Responsabilità dirigenziale
a) I responsabili di area sono responsabili dell’efficiente svolgimento delle attività cui sono preposti, con riguardo alla generale organizzazione del personale e dei mezzi, alla continuità nello svolgimento delle funzioni ordinarie e al raggiungimento degli speciali obiettivi che siano indicati dai programmi dell’Amministrazione.
b) I responsabili di area, nell’emanare atti con rilevanza esterna, sono responsabili della tempestività e regolarità degli atti da essi emanati secondo i criteri di diligenza professionale previsti dalla Legge.
c) I responsabili di area sono responsabili dell’ordinata utilizzazione dei fondi e degli altri mezzi a loro disposizione, secondo i piani di azione dell’Amministrazione e i criteri di ordinato ed equo assolvimento delle obbligazioni assunte dal Comune.
d) Nell’esercizio delle funzioni di sovraintendenza, il Sindaco può richiedere ai responsabili di area spiegazioni per specifiche disfunzioni nelle attività, irregolarità negli atti o mancato raggiungimento di obiettivi o grave pregiudizio di essi.
e) Indipendentemente da eventuali specifiche azioni e sanzioni disciplinari, il Sindaco, sentito il parere del Segretario, può revocare anche anticipatamente le funzioni di responsabile di area in caso di inosservanza delle direttive del Sindaco, della Giunta o dell’Assessore di riferimento, di gravi irregolarità nell’emanazione degli atti o rilevante inefficienza nello svolgimento delle attività o nel perseguimento degli obiettivi di azione prefissati, che non siano riconducibili a ragioni oggettive espressamente e tempestivamente segnalate dal responsabile di area, in modo da consentire la predisposizione delle correzioni opportune nei programmi e negli strumenti previsionali dell’Amministrazione.
f) La revoca delle funzioni di responsabile di area è disposta con atto motivato, previa contestazione all’interessato e comporta il collocamento a disposizione per la durata massima di un anno, con conseguente perdita del trattamento economico accessorio connesso alle funzioni. Nei confronti dei responsabili di area si applicano le disposizioni del codice civile.


Articolo 54
Segretario Comunale
a) Il Segretario comunale è nominato dal Sindaco da cui dipende funzionalmente ed è scelto tra gli iscritti nell’apposito albo, con le procedure e le modalità previste dalla normativa vigente in materia.
b) Lo stato giuridico, il trattamento economico e le funzioni del Segretario comunale sono disciplinati dalla Legge.
c) Il Regolamento comunale sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi, nel rispetto delle norme di Legge, disciplina l’esercizio delle funzioni del Segretario comunale.
d) E’ data facoltà al Sindaco di attribuire al Segretario comunale le funzioni di Responsabile di Area o di uno o più servizi.


Articolo 55
Incarichi di collaborazione esterna
a) Per obiettivi determinati o specifiche finalità cui non possa farsi fronte mediante l'impiego di personale in servizio, possono essere stipulati contratti a termine per collaborazioni esterne libero – professionali ad alto contenuto di professionalità.
b) L’affidamento con convenzione a termine di incarichi professionali e/o di consulenza di cui al precedente comma è deliberato dalla Giunta comunale.
c) Gli incarichi di collaborazione vengono affidati nel rispetto della normativa e dei regolamenti vigenti.


TITOLO 5°

L’AUTONOMIA FINANZIARIA E IMPOSITIVA:
PROGRAMMAZIONE E ORDINAMENTO CONTABILE

Articolo 56
Ordinamento finanziario e contabile
a) L’ordinamento finanziario e contabile del Comune è riservato alla Legge dello Stato.
b) Con apposito Regolamento il Consiglio comunale adotta le norme relative alla contabilità tese ad assicurare il buon andamento, l’efficienza e la trasparenza dell’attività gestionale dell’Ente. Il Regolamento stabilisce altresì le procedure per la formazione del Bilancio e del Conto Consuntivo, utilizzando un sistema di scritture contabili, di rilevazioni, di verifiche e di controlli per garantire una retta amministrazione sia sotto il profilo economico-finanziario che amministrativo-patrimoniale; prevede ed attua, inoltre, idonee forme di pubblicità e di informazione ai cittadini sulle entrate e sulle spese del Comune e sulla gestione dei servizi.
c) Nei limiti delle facoltà stabilite dalla Legge, il Comune istituisce imposte, tasse, tariffe e contributi sui servizi a domanda individuale, in base al principio del rigore e della equità; le adegua, per quanto possibile, al costo dei relativi servizi, con obbligo di verifica e di eventuale revisione annuale.

Articolo 57
Autonomia finanziaria
a) Il Comune con l’esercizio della propria potestà tributaria e tariffaria, con il concorso delle risorse trasferite dallo Stato e dalla Regione e con una oculata amministrazione del patrimonio, persegue il conseguimento di condizioni di autonomia finanziaria attraverso un equilibrato rapporto del programma di attività con i mezzi economici acquisibili, realizzato con interventi razionali ed efficienti.
b) La Giunta attiva tutte le procedure previste da leggi ordinarie e speciali, regionali, statali e comunitarie, al fine di reperire le risorse per il finanziamento dei programmi di investimento del Comune che per loro natura hanno titolo per concorrere ai benefici che tali leggi dispongono.
c) Le risorse acquisite mediante l’alienazione dei beni del patrimonio disponibile, non destinate per Legge ad altre finalità, sono impiegate per il finanziamento del programma d’investimenti del Comune, secondo le priorità nello stesso stabilite.
d) Il ricorso al credito è limitato al finanziamento di opere, interventi e spese che non può essere effettuato con le risorse di cui ai precedenti commi e che comporta oneri di ammortamento sostenibili dal Bilancio senza pregiudicarne l’equilibrio.

Articolo 58
Bilancio e programmazione finanziaria
a) La gestione finanziaria del Comune si svolge in base al Bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza, deliberato dal Consiglio comunale entro i termini previsti dalla Legge, osservando i principi di universalità, unità, annualità, veridicità, pubblicità, nonché di integrità e  pareggio economico e finanziario.
b) La programmazione delle attività del Comune è definita dal Bilancio di previsione, dalla Relazione previsionale e programmatica e dal Bilancio pluriennale. La redazione degli atti predetti viene effettuata in modo da consentirne la lettura per programmi, servizi ed interventi.
c) Il Consiglio approva il Bilancio, in seduta pubblica, nei termini e secondo le modalità di Legge.
d) Gli impegni di spesa, per essere efficaci, devono contenere il visto di regolarità contabile attestante la relativa copertura finanziaria da parte del responsabile del servizio finanziario. L'apposizione del visto, qualora l'impegno di spesa venga assunto con determinazione dirigenziale, rende esecutivo l'atto stesso.
e) Lo schema di bilancio e degli allegati documenti contabili sono predisposti dalla Giunta. 
f) Contestualmente al programma annuale, il Consiglio approva il Programma delle opere pubbliche e degli investimenti che è riferito al periodo di vigenza del Bilancio pluriennale, avente durata pari a quella della Regione, ed è suddiviso per anni, con inizio da quello successivo alla sua approvazione.
g) Il Bilancio pluriennale esprime la coerenza amministrativa e finanziaria degli strumenti di programmazione del Comune e costituisce presupposto formale ed amministrativo dei piani finanziari degli investimenti comunali.
h) Il Bilancio pluriennale contiene le previsioni sull'andamento delle entrate e delle spese che si prevede di acquisire ed impiegare nel periodo considerato in relazione alla legislazione vigente e agli effetti degli interventi e provvedimenti individuali e programmati nell'esercizio dell'autonoma finanziaria del Comune.
i) Qualsiasi integrazione del piano poliennale degli investimenti o l'istituzione di nuovi uffici e servizi, ancorchè derivanti da leggi speciali o da attribuzioni o deleghe di funzioni, deve essere preceduta da una verifica delle conseguenze finanziarie e dall'individuazione dell'ipotesi gestionale prescelta, approntando quindi le eventuali modifiche al bilancio pluriennale al fine di garantire il permanere delle necessarie compatibilità finanziarie nel medio periodo.

Articolo 59
Relazione previsionale programmatica
a) La Relazione previsionale e programmatica espone il quadro della situazione economico-finanziaria nel quale il Comune esercita la propria azione amministrativa e ne esplicita gli indirizzi che intende perseguire, individuandone gli obiettivi anche in relazione agli obiettivi programmatici e alla legislazione dello Stato e della Regione.
b) La Relazione previsionale e programmatica individua le modifiche eventualmente da apportare agli strumenti programmatici, generali o di settore, già adottati dal Consiglio e la diversa articolazione temporale e finanziaria degli interventi individuati.

Articolo 60
Conto consuntivo
a) I risultati della gestione sono rilevati mediante contabilità economica e dimostrati nel rendiconto che comprende il conto del bilancio e il conto del patrimonio.
b) La Giunta, con una relazione illustrativa allegata al Conto consuntivo, esprime le proprie valutazioni in merito all’efficacia dell’azione condotta sulla base dei risultati conseguiti, in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti.
c) Il Conto consuntivo è deliberato dal Consiglio comunale, in seduta pubblica, nei termini e secondo le modalità di Legge.

Articolo 61
La revisione economica-finanziaria
a) Il Consiglio comunale elegge l’organo di revisione economico-finanziaria con l’osservanza delle modalità e tenuto conto dei limiti e vincoli stabiliti dalla vigente normativa e dal Regolamento comunale di contabilità.
b) L’organo di revisione economico-finanziaria esercita le sue funzioni secondo la normativa vigente.
c) Il Consiglio comunale tramite il Sindaco può richiedere la collaborazione dell’organo di revisione economico-finanziaria per la valutazione e l’approfondimento di particolari provvedimenti, situazioni, segnalazioni che hanno per oggetto aspetti della gestione contabile, finanziaria ed economica. I pareri sono richiesti e resi per iscritto mediante la predisposizione di relazioni esaustive. 
d) L’organo di revisione contabile può partecipare alle adunanze del Consiglio indette per l’esame del Bilancio di previsione e del rendiconto della gestione ed alle altre riunioni dell’organo consiliare esprimendo su richiesta del Sindaco parere consultivo su provvedimenti e situazioni che rientrano nelle proprie funzioni. L’organo interviene alle adunanze nelle quali il Consiglio esamina il referto dall’organo stesso presentato per comunicare gravi irregolarità accertate nella gestione.

Articolo 62
Servizio di tesoreria
a) Il servizio di tesoreria è affidato ai soggetti abilitati per Legge al servizio stesso.
b) Le condizioni e le modalità di svolgimento del servizio sono definite in apposita convenzione, secondo quanto stabilito dal Regolamento di contabilità. 

Articolo 63
Adozione dei Regolamenti
a) Il Regolamento del Consiglio comunale è deliberato entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente Statuto.
b) Gli altri Regolamenti previsti dal presente Statuto sono adeguati o deliberati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore dello Statuto. Sino all’entrata in vigore dei Regolamenti di cui ai precedenti commi continuano ad applicarsi le norme adottate dal Comune che risultino compatibili con il D.lgs. 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni e lo Statuto.
c) L’approvazione dei Regolamenti è effettuata dal Consiglio comunale a maggioranza dei 2/3 dei consiglieri assegnati oppure con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati in successiva votazione da tenersi a distanza di trenta giorni dalla prima.

Articolo 64
Norme transitorie e finali
a) Il presente Statuto è pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione e affisso all’albo pretorio del Comune per trenta giorni consecutivi. Il Sindaco invia lo Statuto, corredato della certificazione delle avvenute pubblicazioni, al Ministero dell’Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.
b) Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.
c) Lo Statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua ripubblicazione all’albo, successivamente all’avvenuta esecutività dell’atto di adozione. Con l’entrata in vigore dello Statuto è automaticamente abrogata ogni precedente disposizione statutaria presente presso il Comune.
d) Il Segretario comunale, con dichiarazione apposta in calce allo Statuto, ne attesta l’entrata in vigore.
e) Il Consiglio comunale promuove le iniziative più idonee per assicurare la conoscenza dello Statuto da parte dei cittadini, compreso l’inserimento nel sito istituzionale dell’Ente.

Articolo 65
Procedimento di adozione e revisione dello statuto
Secondo quanto stabilito dall’art. 6, comma 4, del D.lgs. n. 267/2000, lo Statuto è deliberato dal Consiglio Comunale con il voto favorevole dei due terzi dei Consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui sopra si applicano anche alle modifiche dello Statuto.