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La Tecnica della Forgiatura Stampa E-mail

La forgiatura è la tecnica manuale di dare forma agli oggetti o alle parti componenti che dovranno poi essere assemblate tra loro. Il metallo, riscaldato al fuoco, viene percosso sull'incudine con appositi martelli, talora anche da due operatori per evitare che il veloce raffreddamento ne impedisca il facile formarsi dell'elemento. Con questo sistema gli artigiani, fin dai tempi più antichi, si sono organizzati per produrre gli oggetti e gli attrezzi da lavoro. A Frosolone la pratica della forgiatura era in uso ancora fin a pochi decenni fa ed attualmente ancora esistono alcune piccole botteghe che lavorano in questo modo per mantenere viva la tradizione culturale. In varie mostre dell'artigianato delle forbici e dei coltelli si sono organizzate delle manifestazioni con forgiature all'aperto a cui hanno partecipato con entusiasmo molti artigiani locali. Sarebbe opportuno che questo patrimonio di conoscenze non andasse disperso e, oltre a preparare nuovi artigiani capaci di mettere in pratica la tecnica della forgiatura, si potesse mostrare direttamente, con l'organizzazione di un'apposita bottega, o indirettamente con la pubblicizzazione di opuscoli, video, proiezioni varie il metodo di lavorazione con l'esempio della costruzione, dal materiale amorfo, delle forbici pronte all'uso o dei coltelli perfettamente funzionanti. Con la forgiatura viene data forma ai componenti delle forbici e dei coltelli: nel primo caso alle due porzioni unite dalla vite, nel secondo caso principalmente alla molla ed alla lama. A Frosolone venivano e vengono costruiti soprattutto forbici di piccole o medie misure e coltelli a serramanico di ogni dimensione. Un tempo venivano prodotti anche i tipi a scatto. Va distinta la tecnica costruttiva nel caso della forgiatura a mano e nel caso del montaggio di componenti prodotti dall'industria a stampo. Quando i componenti vengono stampati con le moderne attrezzature e poi uniti dall'artigiano il lavoro è meno creativo e l'esperienza è unicamente indirizzata al controllo della perfetta funzionalità dell'oggetto. Le forbici sono già nella forma finale anche se ancora mancano della funzionalità, ottenibile dopo l'assemblaggio, dell'affilatura delle lame, dell'eventuale cromatura nel caso di materiali ossidabili e delle lavorazioni di finitura. I coltelli hanno bisogno di un'attenzione maggiore avendo anche un numero superiore di pezzi da comporre. Questi vengono chiodati manualmente con elementi filiformi, inseriti in appositi fori trapanati, e ribattuti all'estremità per il bloccaggio: in questo caso appare più importante l'intervento dell'uomo con la sua capacità e il suo mestiere. Quando, invece, si producono tutti i pezzi a mano l'artigiano diventa in molti casi un vero e proprio artista e i prodotti sono dei "pezzi unici" dal prezzo anche indefinibile. Allora, prima di temperare il ferro e renderlo più duro e resistente, è necessario riscaldarlo più volte per percuoterlo con il martello (a volte anche in due per meglio sfruttare la temperatura raggiunta e che, naturalmente, scende rapidamente) sull'incudine a dargli la forma desiderata. Le forbici sono i prodotti che più affascinano in questo caso perché sono anche le più complesse da realizzarsi: è un vero spettacolo guardare chi forgia la parte tagliente e soprattutto l'occhiello destinato alle dita dell'utilizzatore. Per fare ciò l'artigiano batte sul ferro caldo fino a renderlo sottile e ad aprirlo in un piccolo foro. Quindi lo spinge verso la punta dell'incudine fino a procurare un'apertura più larga che verrà arrotondata infilandola nella stessa punta e girandola ad ogni colpo mantenendola per l'estremità che poi diventerà la parte tagliente. Il riscaldamento del pezzo è necessario varie volte: la bravura dell'artigiano consiste nella capacità di essere più veloce a forgiare in modo da ripassare sul fuoco l'oggetto in fase di lavorazione il minor numero di volte possibile. I coltelli vanno forgiati nella lama e nella molla (l'elemento che, dentro il manico, produce il piccolo scatto durante l'apertura o la chiusura e mantiene ferma la lama in una delle due posizioni). Gli altri componenti ugualmente vengono prodotti a mano, ma con un intervento meno incisivo. Difficile è la forgiatura della molla perché essa deve avere la giusta forza: se è troppo rigida il coltello non si aprirà facilmente e se è troppo elastica esso potrebbe aprirsi pericolosamente anche da solo. I manici, di corno, vengono spianati segando le parti necessarie e mantenendole strette in apposite morse. L'assemblaggio, con tutte le lavorazioni successive e consequenziali, costituisce una fase diversa ma non meno affascinante della costruzione dei coltelli: un tempo non molto lontano anche i bambini le conoscevano tutte con precisione, dagli odori che, insieme ai calori dei materiali scaldati o bruciati, si spandevano nei vicoli del centro storico di Frosolone e provenienti dalle cento botteghe, dall'orario in cui esse venivano eseguite, dai rumori particolari del tintinnio dei martelli, del trapano che forava, delle ruote che affilavano, dalle cinghie che lustravano, dal "boff" che lucidava, dalla carta con cui infine si confezionavano a dozzine le brillanti forbici e gli scintillanti coltelli ("dozzane")

 
     
 
   
 

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